Di Vittorio e il premio cubatura

La figura di Giuseppe Di Vittorio, rilanciata da uno sceneggiato televisivo emozionante e agiografico, ha suscitato a sinistra commenti sull’esigenza di riproporre i temi della storia contemporanea. In effetti tra quelli cui farebbe bene rileggere le vicende e le battaglie del sindacaliata pugliese c’è anche lo stato maggiore della Cgil, il suo sindacato, che dovrebbe ricordare l’impostazione produttivistica del Piano del lavoro.
9 AGO 20
Ultimo aggiornamento: 04:45
Immagine di Di Vittorio e il premio cubatura
L’attenzione della Cgil di oggi, infatti, di fronte a una crisi che minaccia l’occupazione, pare concentrarsi principalmente sui provvedimenti assistenziali per chi perde il lavoro, trascurando e talora addirittura osteggiando i provvedimenti che si propongono di creare o difendere i posti di lavoro. Invece di proporre proiezioni catastrofistiche sul milione di posti che si perderebbero, i dirigenti della Cgil dovrebbero guardare per esempio alla Spagna, che li ha già persi effettivamente, a causa di una paurosa crisi del settore edilizio. E’ in quel settore che in Italia, invece, si può recuperare, con le risorse pubbliche attivate con le grandi opere e con quelle private mobilitate dal piano casa. La Cgil invece di entrare nel merito di queste opportunità ha stretto un’intesa con le associazioni ecologiste che si oppongono sempre a tutto, facendo prevalere un presunto interesse politico a quello sindacale della difesa del lavoro. Un errore che, pur in un tempo dominato da scontri ideologici di tutt’altra portata, Di Vittorio non avrebbe mai commesso.